martedì 10 gennaio 2012

Democrazia, quella vera

Non so per PJ e gli altri attivisti prodemocrazia del MZ, ma per me Democrazia significa che tutti gli individui della società hanno la stesse possibilità di informarsi e di incidere sulle decisioni che riguardano tutti (produzione e regole di civile convivenza). Gli scienziati e i tecnici sono sicuramente le persone più adatte per formulale delle proposte, ma alla fine deve essere sempre la comunità nel complesso a scegliere (se non si raggiunge il consenso unanime, a maggioranza), altrimenti non si è in una società libera e inevitabilmente si crea un'élite che domina su tutti gli altri.

giovedì 29 dicembre 2011

Mezzi di produzione e socialismo

Ah, ecco. E per quale motivo non è possibile possedere un mezzo di produzione, come nel caso che stiamo trattando? Se non c'è sfruttamento, perché impedire la proprietà privata?

Non è possibile semplicemente perché con la rivoluzione socialista (maggioritaria e consapevole) si dichiarano le risorse naturali e artificiali del pianeta l'eredità comune di tutta l'umanità. La proprietà privata (escludente) sarebbe permessa solo per i beni strettamente personali (per es. lo spazzolino da denti e il vestiario). Figure come quelle da te descritte potrebbero esistere ancora ma per concessione (democratica) dei mezzi di produzione da parte della comunità intera.
mi viene spontaneo aggiungere il seguente quesito: lo stato nella società comunista che ruolo economico riveste, se non possiede e, presumo, non gestisce i mezzi di produzione?
Mi piacerebbe inoltre capire qual è l'essenziale differenza che intercorre tra proprietà comune e proprietà statale.

La differenza tra proprietà comune e proprietà statale è spiegata bene nel link che ho postato sopra. Lo Stato, inteso come apparato coercitivo e repressivo, non esisterebbe nella società comunista (o socialista).

mercoledì 16 novembre 2011

I ricchi

Io socialista lo sono (ma non "democristo") e penso, non per educazione ricevuta, che i ricchi siano persone privilegiate in quanto possiedono i mezzi di produzione e per questo motivo si appropriano, senza dover lavorare, di gran parte della ricchezza che è prodotta socialmente dai lavoratori (nelle fabbriche, negli uffici ecc.). I poveri esistono perché esistono i ricchi e viceversa. Ma ciò è inevitabile nel capitalismo.

giovedì 3 novembre 2011

Scarsità

La scarsità oggi è prodotta artificialmente dal capitalismo. Le attuali tecnologie produttive ci permetterebbero di produrre in abbondanza per tutta la popolazione mondiale (a partire naturalmente dai beni e servizi essenziali) lavorando tutti (volontariamente secondo le capacità di ognuno) e molto meno di quanto dobbiamo fare oggi. Il problema è che nel capitalismo i mezzi di produzione/sussistenza non sono liberamente (democraticamente) accessibili da tutti i membri della società. Ciò è piuttosto evidente nei periodi di crisi economica in cui si vedono numerose terre e fabbriche chiuse e inaccessibili mentre molti lavoratori sono disoccupati e quindi senza reddito o con un reddito temporaneo molto ridotto (cassa integrazione).

martedì 18 ottobre 2011

Agli Indignati di Roma

Cari Indignati di Roma,
Ho scoperto la vostra esistenza grazie alla trasmissione televisiva L'Infedele di Gad Lerner (per fortuna la televisione non è sempre spazzatura!).
Complimenti per l'iniziativa, siete una ventata di aria fresca! :D
Vi chiedo cortesemente di tenere in considerazione la seguente possibile alternativa democratica all'attuale sistema economico-sociale mondiale: http://socialismo-mondiale.blogspot.com/p/che-cose-il-socialismo.html
Colgo anche l'occasione per farvi notare che il modo tradizionale di applaudire è percepibile anche dai ciechi e dai sordi, mentre il vostro simpatico nuovo modo non è percepibile dai ciechi..
Buon proseguimento,
Gian Maria da Verona